Avanzo: “Guardie mediche: no a chiusure che non tengano contro delle necessità del territorio”

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Da diversi mesi ormai si sa che occorre una riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale sull'intero territorio trentino. Una scelta che, rispondendo a quelle che sono anche indicazioni nazionali, viene certamente incontro alle necessità di risparmio e ottimizzazione, ma che in un territorio articolato come il nostro rischia di scontrarsi con la realtà delle valli.

Con la delibera n.963 della Giunta provinciale, sono stati definiti i criteri per la riorganizzazione ed è prevista la chiusura di diversi servizi di guardia medica, prevendendo 1 medico ogni 5000 abitanti. Tra i servizi di cui si è prospettata la fine, quello che copre l'intera area della Conca del Tesino, dove il problema, così come in altre realtà provinciali, è molto concreto a causa della distanza dall'ospedale più vicino, dell'età della popolazione e dell'afflusso turistico.

In questi mesi sono intervenuta sia attraverso l'interrogazione a risposta scritta, rivolta all'allora assessora Donata Borgonovo Re, sia con una interrogazione a risposta immediata in aula, all'Assessore Luca Zeni. In entrambi i casi, la risposta è stata la medesima, ovvero che il criterio va applicato così come previsto, poiché il servizio di Continuità assistenziale del Tesino non soddisfa più i requisiti minimi per proseguire l’attività: il numero troppo esiguo di prestazioni non giustificherebbe la sostenibilità del servizio.

Una risposta che si scontra con quella che è sempre stata la nostra politica, ovvero quella di garantire i migliori servizi sul territorio. Se sulla carta il criterio applicato dall'assessorato, seguendo le indicazioni nazionali, può avere una sua logica in territori diversi, una riorganizzazione del sistema sanitario, soprattutto alla luce della nostra Autonomia che ci dà i margini discrezionali, non può non tenere in considerazione, come ho già detto all'Assessore, le caratteristiche delle valli in cui viviamo. Riferendomi quindi in particolare alla mia terra, il Tesino, ma in una logica che riguarda anche altre zone della nostra Provincia, la conformazione morfologica del territorio e una viabilità poco scorrevole tra la Conca e la Valsugana sono un ostacolo che deve essere considerato. E poi ancora l'alta densità di popolazione anziana, vista anche la presenza di ben due APSP, l’assenza di possibilità di atterraggio dell’eliambulanza di notte e infine, ma non ultimo, l’afflusso turistico nei periodi invernale ed estivo. L'auspicio è che ancora una volta il principio che governa la nostra Autonomia, quella stessa capacità di autogoverno che da sempre caratterizza la gente trentina, possa prevalere su logiche di razionalizzazione che non tengono conto delle esigenze dei cittadini di una terra di montagna, dove ogni valle ha le proprie peculiarità e dove una linea di pochi chilometri sulla carta può diventare un viaggio molto lungo sulla strada. L'Assessore Zeni ha dato la disponibilità ad incontrarsi con le nuove amministrazioni e confidiamo in un confronto che possa portare a soluzioni positive.

Chiara Avanzo
Consigliera Provinciale
Presidente Consiglio Regionale

11-11-2015



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