Odg Giuliani: sì alla valorizzazione del Monte Bondone.

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Accolto nella forma emendata e concordata con l’assessore Dallapiccola l’odg di Luca Giuliani (Patt) che impegna la Giunta nella valorizzazione del Monte Bondone sotto il profilo ambientale, didattico-culturale e turistico.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato:

Appartiene alla ricchezza ambientale e culturale di Trento, città capoluogo di regione, la sua montagna per eccellenza, il Monte Bondone.

Parliamo di quella che comunemente viene considerata una vera e propria croce e delizia, una grande risorsa ma anche un’ eterna scommessa. Una montagna incompiuta, un prodotto turistico inespresso, un continuo investimento mai arrivato completamente a tra-guardo e tante volte iniziato, ma mai parso davvero in grado di mostrare una sua definiti-vità.

La filosofia d’intervento che fino ad ora ha preordinato gli sforzi condotti a favore del Monte Bondone è stata quella di azioni tampone, con atti economici anche importanti prodotti nel tempo: contributi a pioggia slegati tra di loro e privi di una governance con una visione a medio a lungo raggio.

Azioni politiche che hanno portato il Monte Bondone a perdere terreno importante nei confronti delle stazioni di pari livello come quelle per esempio di Andalo e Folgaria, rispetto alle quali negli anni sessanta e settanta nutriva un forte vantaggio in termini di ap-petibilità e che nel tempo è andato scemando. Anche non l’avere individuato un baricentro di proposta su cui fondare scelte coerenti e durature nel tempo non ha aiutato: si pensi solo all’ondivago significato che per esempio la chiusura del Centro di Ecologia alpina delle Viote ha trasmesso alla cittadinanza, certificando una guida a vista priva di evidenti impostazioni programmatorie.

Sono ovviamente interessanti i tentativi di promuovere iniziative di tipo riempitivo, capaci comunque di occupare spazi attrattivi di interesse in qualche fine settimana del periodo estivo. Ben vengano.

E ci si riferisce per esempio alla classica “Charly Gaul”, alla già meno ambientale ma seguita “Trento Bondone”, o alla seconda edizione da poco esibita “Fen fen” nella due giorni di “Latte in festa”. Nobili quanto estemporanei tentativi di fare riappropriare il Bondone di una sua centralità turistica e culturale. Queste scelte vanno ottimizzate con la messa in opera di presidi di qualità stabili che implementino il calendario delle proposte rendendo il contesto ambientale maggiormente e meglio fruibile.

E’ la visione autonomista del nostro territorio che impone scelte non a spot, ma col-legate da una visione di insieme con precisi obiettivi iniziali, intermedi e finali.

Si eredita oggi, nell’era della massima competitività tra le stazioni turistiche cosid-dette intermedie, una scommessa non facile rispetto alla quale in pesante ritardo si paga il citato deficit di programmazione. Il rischio concreto è quello di continuare su un terreno irreversibile, quello di un viaggio nell’abbandono lento della montagna gemellata con Trento, attraverso la perdita costante di pezzi della sua storia, delle sue potenzialità eco ambientali che rimangono inespresse, di cardini turistici eco sostenibili di primissimo or-dine. Si ritiene che questo non debba e non possa accadere: ciò per diversi ordini di motivi che trovano tutti comune denominatore nella necessità di considerare il Monte Bondone non la montagna ammalata e peso inerte in carico a Trento. Questo vorrebbe dire infatti perseverare nel prolungare un’agonia che non ha senso.

Occorre invece pensare al Monte Bondone come punto di attrazione di Trento, mo-tivo di orgoglio della comunità turistica trentina tutta, polo turistico, ambientale, storico e culturale collocato sulla terrazza cittadina che non ha eguali in provincia.

Pensare cioè al Monte Bondone come una calamita per il turista che giunge in città, come valore aggiunto ad una proposta già ghiotta capace di sposare, affiancandole ed im-plementandole, esperienze di successo come il Muse o realtà universitarie con le quali e dalle quali trarre motivo di virtuosa collaborazione.

Un Monte Bondone che non fa rima solo con lo sci ma spalma tramite le sue offerte la propria proposta su tutto l’anno, passando da attuale agenzia turistica stagionale a mo-tore tutto tondo, strumento turistico capace di progettualità e traino quadristagionale.

Non vi è dubbio che madre di uno sviluppo definitivo sia l’evolvere del progetto funiviario di collegamento tra capoluogo e Monte Bondone. L’auspicio che finalmente si possa parlare di questo in maniera molto serena e priva di riserve ideologiche, valutando fino in fondo ogni opzione per poi procedere, in un senso o nell’altro, è una via che va as-solutamente perseguita. L’auspicio dovrebbe essere quello di una costruzione di questo collegamento, ma intanto si valuta necessario provvedere a degli interventi a bassissimo impatto finanziario ed a alto richiamo turistico. Si tratta di azioni suggerite direttamente dalla popolazione del posto, da attori alberghieri, titolari di strutture ricettive a vario livello, da abitanti il territorio che lo vivono quotidianamente e nelle sue diverse declinazioni.

Il mantenere una sorta di posizione difensiva e conservativa, in attesa di eventi di investimento forti ed articolati, che per forza di cose avranno tempistiche lunghe, non si ritiene essere scelta ragionevole. Una logica non attendista ma di fattiva, ragionevole proposta, è quella che già nel breve permetterebbe al Monte Bondone di assicurarsi, ora, almeno una linea di galleggiamento minima. Il tutto in considerazione del fatto che, non è un mistero ma sono gli studi sul clima a dirlo, nel giro di qualche anno, il destino di stazioni sciistiche dalle caratteristiche altitudinarie come queste è quello di un forte ridimensionamento se non addirittura scomparsa. Giocare in questo senso di anticipo su proposte turistiche “pluriculturali”, diversificate e compatibili sia per la stagione invernale come per quella estiva previene da un rischio di uscita dal mercato.

E’ quindi importante offrire un segnale di attenzione già da subito, capace di punta-re su interventi di piccola infrastrutturazione ed a ridottissimo impegno finanziario, che puntano a valorizzare quello che già c’è.

La segnaletica ciclistica da Candriai alle Viote lungo il percorso dalla Malga Brigolina – Mezzavia – Viote risponde a questa richiesta, è certamente necessaria e richiamata con forza non solo dagli amanti delle due ruote, ma anche da quelli del trekking e del turismo meno tecnico: segnaletica ufficiale e facilmente leggibile dal turista non solo italiano ovviamente.

Le trincee del 1909, vero e proprio richiamo a una storia, la prima guerra mondiale, che costituisce la spina dorsale di una popolazione come la nostra che ha pagato un prezzo altissimo, vanno poste al centro della proposta turistico culturale del Bondone. Per fare questo la passeggiata didattica lungo il tracciato Vason/Palon va semplicemente manutenuta e riportata con minimo sforzo ad un suo fruibile decoro. Si pensi alle bacheche didattiche, adeguata segnaletica e sistemazione del sentiero del “Mugon”. Interventi di una ventina circa di migliaia di euro, nulla di più.

Il recupero delle Caserme austriache è ampiamente attenzionato da importanti e tutt’altro che spericolati imprenditori del settore, con in particolare un ambizioso progetto slowfood ad indirizzo biologico a carico degli stessi, senza oneri da parte dell’Ente pubblico e con già, calcolate, ricadute positive di carattere lavorativo per decine e decine di persone. Altre idee stanno maturando sul più razionale utilizzo del sito in questione: si ritiene importante ed ancora di più in momenti di crisi quale quella attuale, valorizzare queste spinte.

Collante dalla valenza internazionale sul quale la provincia trarrebbe, oltre che na-turalmente il Monte Bondone, massima spinta promozionale, sarebbe la previsione dell’arrivo della cronoscalata del Giro d’Italia. Ipotesi questa che vede già il benestare tec-nico e l’auspicio organizzativo di molti ex campioni professionisti, anche iridati, delle due ruote, sentiti ripetutamente a questo proposito. Sarebbe a detta degli stessi una delle tappe decisive per impegno e caratteristiche tecniche dell’intero Giro. Un vero bancomat per l’immagine della montagna di Trento e uno spot in favore del Trentino di livello assoluto.

L’attuale collegamento con mezzi pubblici tra la città e il Monte Bondone, è comple-tamente sbilanciato in favore della stagione sciistica, venendo totalmente meno da prima-vera ad autunno. Va assolutamente riproposta una calendarizzazione annua con l’estensione dell’orario bus invernale anche per al periodo estivo.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento

impegna la Giunta provinciale

a favorire le azioni di coordinamento e di intervento, anche mediante il necessario coinvol-gimento e la collaborazione della altre realtà interessate (APT d’ambito, SAT), in impre-scindibile raccordo e nel rispetto delle competenze del Comune di Trento, con l’obiettivo di favorire una migliore fruibilità turistico-ricreativa del monte Bondone; prevedendo lo stanziamento, se necessario, di maggiori finanziamenti finalizzati alla realizzazione dei se-guenti interventi:

- azioni di messa in sicurezza, manutenzione e segnaletica della sentieristica in località “Viote” del Monte Bondone a ridosso del rifugio omonimo sulla strada Viote – Mezzavia;

- implementazione della attuale fatiscente segnaletica del percorso cicloturistico Candriai–Viote lungo il percorso Brigolina – Mezzavia – Viote;

- sistemazione, nei pressi delle trincee storiche del 1909, la passeggiata didattica sull’attuale tracciato Vason – Palon con relativa segnaletica ed istituzione di bacheche didattiche;

- sistemazione il sentiero “Mugon” in località Viote;

- realizzazione di un’opera di recupero storico, didattico, artistico e turistico delle attuali “Caserme austriache”;

- ripristino del programma di collegamento pubblico bus tra Trento e Bondone secondo il programma già in essere nella stagione invernale;

- promozione presso gli enti e le istituzioni competenti delle iniziative utili alla previsione della cronoscalata Trento Monte Bondone quale tappa del Giro d’ Italia.

26-07-2017



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