Rossi sull’assestamento di bilancio: la ripresa c’è, la spesa pubblica scende!

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Partendo dal rendiconto, aldilà delle risultanze contabili, Rossi ha ripreso il discorso della mancata parificazione da parte della Corte dei conti di alcuni capitoli del rendiconto 2016. Il presidente ha comunicato le risultanze di un ulteriore approfondimento sotto il profilo contabile e giuridico, attraverso l’acquisizione di un parere legale, al quale è seguita una delibera di Giunta nella quale in maniera netta si conferma la correttezza delle procedure applicate dalla Provincia in tema di riduzione dell’indebitamento dei comuni, nessun elusione ai fini del rispetto del patto di stabilità e nessun vantaggio contabile sul bilancio 2015: tutto nel pieno rispetto dei decreti legislativi e principi contabili. La delibera vuole rappresentare anche un atto preventivo, ai fini della discussione dei provvedimenti in Consiglio, per garantire una votazione assunta con la piena conoscenza degli atti e dei fatti che hanno determinato le scelte della Provincia. Per quanto riguarda i prossimi passaggi, Rossi ha chiarito che questo documento intende soddisfare il principio di collaborazione tra Giunta e Consiglio provinciale, ma anche con la Corte dei Conti e con il Governo ai quali verrà inoltrato “di nostra iniziativa nello spirito di leale collaborazione fra organi istituzionali, quale contributo finalizzato a garantire una logica collaborativa. Ci auguriamo una interlocuzione diretta che potrebbe portare ad una norma dispositiva”, ha aggiunto.

Con riferimento al Defp, Rossi ha fatto una precisazione definita “particolarmente importante”: i dati relativi all’andamento del Pil 2016 non sono definitivi, ma di previsione. La cifra definitiva non è ancora disponibile ed accertata, ha detto. Preferiamo essere prudenti in questa fase, ha aggiunto, ed è molto probabile che la crescita si rivelerà più alta rispetto a quella delle previsioni, cosa di cui beneficeremo nell’esercizio prossimo. Quanto alle caratteristiche del documento, abbiamo scelto di evidenziare con un documento allegato l’importanza di indicatori che fotografino la situazione e nel contempo indichino la strada per immaginare eventuali correzioni nella politiche economiche e di coesione sociale. La logica è di grande trasparenza e con uno spirito di miglioramento e di definizione delle nostre priorità politiche. Il nostro Pil è al livello della Germania, più alo della media nazionale e più alto della media europea, e stimato in crescita. Dai dati emergono elementi di fiducia rispetto al passato, sebbene nel dibattito si parli spesso del vantaggio competitivo dei territori vicini, soprattutto l’Alto Adige, quest’ultimo orientato naturalmente su due mercati (italiano e tedesco), flessibile e capace di posizionarsi a seconda delle prospettive delle diverse economie e mercati. Uno dei nostri fattori sistemici è la capacità di contenere la spesa corrente, sugli stessi livelli della scorsa legislatura senza un peggioramento qualitativo e quantitativo dei servizi erogati, anzi, con un presidio significativo nei settori dei servizi alla persona, soprattutto in ambito socio sanitario. Questo ci dice che ci sono dei margini sui quali si può ancora lavorare: l’obiettivo è lavorare al servizio degli investimenti per lo sviluppo economico e di welfare. Per quanto riguarda le entrate occorre crescere anche attraverso il coinvolgimento del risparmio privato, in costante aumento anche sul fronte delle imprese, più “liquide rispetto a mesi fa”. Ci sono indicatori che dimostrano una ritrovata fiducia e competitività delle imprese, una crescita degli investimenti industriali, di start up innovative per le quali il Trentino è leader in Italia. In questo contesto il ruolo cardine è il capitale umano. La ricerca è un altro fattore di competitività e da un punto di vista percentuale rappresenta in Trentino l’1,84 Pil: qui la chiave è avere la capacità di mettere in relazione le opportunità offerte dal sistema pubblico con il senso di responsabilità delle imprese. Il Defp rivela in previsione fino al 2020 un incremento di entrate positivo (probabilmente anche prudente rispetto a quello che sarà): è chiaro che accanto a queste maggiori risorse occorre presidiare in maniera responsabile, anche se forse impopolare. La Giunta non intende adottare il meccanismo della discrezionalità, però i troppi vincoli ingessano e rallentano: sulla ricerca di questo equilibrio si gioca molto della crescita della nostra Provincia, ha detto Rossi. Un livello di soddisfazione e insieme di preoccupazione il presidente l’ha espresso sugli ammortizzatori sociali: i dati indicano che gli strumenti di protezione sociale di cui al Pat dispone (come il reddito d garanzia) proteggono e lo si vede dal raffronto con le altre realtà dove non ci sono, tuttavia dobbiamo cercare di garantire che il numero delle povertà diminuisca ulteriormente.

L’auspicio, ha concluso il presidente della Giunta “è di attivare un percorso che ci conduca a fare alcune correzioni alle politiche di questi anni coinvolgendo fin da subito tutti gli attori, ma dal punto di vista fiscale abbiamo ragionato e abbiamo la necessità di riuscire ad indirizzare gli incentivi verso le imprese che dimostrano la responsabilità sociale di investire nel proprio capitale umano”.

24-07-2017



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