Una grande sfida per la nostra Autonomia

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Oggi ero a Pieve Tesino. Ho ascoltato con grande attenzione le parole del Presidente della Provincia Rossi e del Presidente della Repubblica Mattarella.

Non vorrei apparire retorico, ma ho trovato una sorta di “sacralità” nel momento che si è celebrato oggi: tutto tranne che un rito formale, ma piuttosto un atto istituzionale di altissimo rango attraverso il quale, celebrando la figura dello statista trentino, si è parlato di presente e di futuro come scenari cruciali per il futuro del Trentino, dell’Italia, dell’Europa.

Non ho sentito una sola parola di circostanza ma due voci che si univano nel ricordare l’attualità di un Alcide De Gasperi che - pochi lo sanno - dal 13 giugno 1946 fino alla fine di quel mese - fu anche il primo Presidente della Repubblica italiana. Si, fu un trentino - già deputato austriaco e poi deputato e primo ministro italiano - il primo Capo di Stato della storia della Repubblica nei primi giorni più difficili della sua nascita, quando bisognava lasciarsi alle spalle le macerie e le miserie causate da monarchia, fascismo e nazionalismo.

È stato ricordato oggi il sacrificio di questa terra nella prima guerra mondiale e pure la vicenda dei suoi 55.000 soldati chiamati a combattere per l’Austria.

Si è ricordato, citando De Gasperi, che mondo latino e mondo germanico hanno tutto l’interesse a collaborare.

Ma soprattutto il massimo rappresentante dello Stato e del Popolo italiano, garante della Costituzione, è venuto solennemente a dirci che l’Autonomia - la nostra Autonomia trentina e sudtirolese - è un investimento positivo che richiede l’impegno di tutte le istituzioni, da una parte e dall’altra. Ci ha ricordato che governare l’Autonomia significa essere visionari e fare politiche innovative.

Ho portato a casa - e ne farò tesoro insieme a tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di essere presenti - la sensazione positiva, per quanto grave, della sfida che abbiamo davanti come cittadini e amministratori di questa terra autonoma, sapendo che il più alto rappresentante di questo Stato ha dimostrato con parole tutt’altro che di circostanza che la nostra Autonomia è preziosa per tutto il Paese.

Sta a noi, adesso, continuare a crederci, a fare squadra, a lavorare intensamente, con impegno, anche nella riforma dello Stato di Autonomia, con lo stesso spirito aperto, popolare e autonomista di De Gasperi: immaginando cioè che il nostro modello possa diventare opportunità anche per altri, in una prospettiva inclusiva e per certi aspetti molto coraggiosa se l’obiettivo finale non rimane quello di pensare solo a noi stessi ma piuttosto al superamento del centralismo come modello di gestione dello Stato, in favore di un’Autonomia diffusa, nella cultura e nella pratica.

La posta in gioco si alza. In altre parole non solo dobbiamo continuare a dimostrare che con l’Autonomia riusciamo a fare meglio e con meno risorse di quanto farebbe altrimenti lo Stato. Ora la sfida è più alta: dobbiamo dimostrare che l’Autonomia è un metodo di governo non subalterno ma alternativo rispetto alla formula centralista. Esso deve diventare un patrimonio esteso e condiviso, prerogativa di molti se non di tutti.

LORENZO BARATTER

Consigliere regionale e provinciale

Partito Autonomista Trentino Tirolese

19-08-2016



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